L’imbarazzo, frammenti sparsi


Una sensazione angusta e confusa inventata dai salotti bene dell’Inghilterra dell’età della reggenza, 1811-1820. L’imbarazzo non ha la dimensione morale della vergogna. Si tratta di una forma di vergogna più leggera, momentanea, circoscritta e consapevole. È un’umiliazione legata a un’infrazione di regole sociali commesse davanti a qualcuno. L’imbarazzo scatena un forte desiderio di non essere lì, o un altrettanto forte desiderio di scomparire.L’impossibilità di farlo, l’impossibilità di sottrarsi allo sguardo altrui è la nostra cifra. Possiamo mentire, nasconderci, simulare o dissimulare, ma dobbiamo essere presenti.“L’imbarazzo è sempre legato a una situazione contingente e presente.”  È l’emozione del qui e ora, della presenza immanente. L’imbarazzo è l’emozione dell’esserci.

Tratto da L’imbarazzo. Storie di una emozione, di Max Franti, in via di pubblicazione.

Autore: Max Franti

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