Ritorno a casa…

Il leopardo di ghiaccio non è solo un diario di esplorazione in Kenya e Ruanda. È un’immersione silenziosa in un mondo dove la natura parla un linguaggio antico, che non abbiamo mai smesso davvero di capire. Aaron Latham segue le orme della zoologa Dian Fossey, i gorilla tra le nebbie, le leggende africane. S’immerge in storie e culture diverse in quel luogo speciale che è la Valle del Rift da dove forse tutti noi veniamo. Ed è questa la vera esplorazione: perché si prova qualcosa di speciale in quel posto? La risposta che affiora è questa: la memoria genetica. Latham scrive come se ci fosse qualcosa nel nostro sangue – nei nostri sensi, nei nostri sogni – che riconosce quei luoghi prima ancora di averli visti. Come se, nonostante i secoli, i chilometri, le culture, fossimo sempre rimasti lì, senza mai andarcene veramente, figli della savana, orfani del rumore del vento tra le foglie larghe, dei suoni gutturali degli animali notturni, delle tracce nella terra rossa.

Il libro si muove su due piani: la narrazione del viaggio reale, con la famiglia e le loro peripezie e la riflessione costante che l’autore fa su se stesso e il confronto con ciò che sta vivendo, immerso com’è, in una natura che lo sovrasta.

Autore: Max Franti

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